Il Lactarius mons e la cura del latte a Stabiae. Galeno, Simmaco, Cassiodoro, Procopio
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Questo saggio ripercorre la storia dell’oronimo "Lactarius" e della cura del latte praticata nel mondo antico e tardoantico nell’ "ager Stabianus", attraverso le pagine, anche in traduzione, di Galeno, Simmaco, Cassiodoro e Procopio. Particolarmente suggestive si rivelano la testimonianza di Galeno, che trattò ampiamente di "Stabiae", del suo clima, delle sue alture e delle erbe, che lì crescevano e rendevano insuperabile il suo latte, e quella di Cassiodoro, che descrisse in maniera avvincente le locali vacche, che, pur magrissime, producevano un latte densissimo e miracoloso. In apertura due note: una sui monti Lattari, locus geografico della cura del latte, l’altra sull’uso del latte come alimento e come medicina nell’antichità. In aggiunta due Appendici: la prima su un passo di Eliodoro erroneamente riferito al Faito e sulla questione piú generale dell’oronimo "Gaurus" spesso attribuito anche a questo monte, la seconda su una curiosità, il caso di una rarissima moneta di Geta con le scritte STA e BOV e un bovino sul rovescio, in passato considerata di "Stabiae". Questo secondo numero della collana di studi sul territorio «Bibliotheca Stabiana» rievoca un periodo positivo, felice e splendido del passato di Castellammare di Stabia e dello sfruttamento delle sue risorse, che vale la pena di far conoscere per la sua esemplarità.
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Giuseppe Centonze
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